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Giochi: Agcai, si rende necessario lo stop al bando per i 10.000 mini-casinò in tutta Italia

Appello a forze politiche: sostenete un 'patto' contro l'azzardo. Mercoledì 6 settembre protesta a Roma

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ROMA – “Questo governo a parole annuncia di voler ridurre la diffusione delle slot machine, ma nei fatti é pronto ad aprire altri 5000 mini-casinò che si andrebbero a sommare ai 5000 già esistenti.

Contro questo esecutivo che ‘predica bene ma razzola male’ il 6 settembre scenderemo in piazza a Roma: e’ ignobile che si voglia fare cassa sulla pelle dei più deboli”.

E’ l’annuncio di Benedetto Palese (nella foto), presidente di Agcai (Associazione gestori e costruttori apparecchi da intrattenimento) che ha promosso una grande mobilitazione della categoria mercoledì 6 settembre in piazza Montecitorio.

“Altro che lotta alla ludopatia – ha osservato Palese -: il solo intento di questo esecutivo è quello di portare tutto il business del gioco nelle mani delle grosse multinazionali proprietarie degli apparecchi videolottery (Vlt) e delle sale scommesse e, quindi, aumentare il gettito erariale.

Ma ciò comporterà un fortissimo aggravamento dell’incidenza della ludopatia, già molto elevata nel nostro Paese, e metterà in ginocchio le oltre 5.000 aziende italiane che producono gli apparecchi di intrattenimento e abilità (awp), decisamente più innocui e dalla perdita oraria limitata, il cui numero sarà ulteriormente ridotto a vantaggio delle videolottery delle multinazionali”.

“Meno intrattenimento e più azzardo – ha spiegato Palese – significa più ludopatici, decine di migliaia di famiglie in grave pericolo e migliaia di posti di lavoro persi, a solo vantaggio delle multinazionali che saranno sempre più ricche.

Uno scandalo contro il quale manifesteremo per dire no al bando pro-vlt, ora all’attenzione della Conferenza Stato-Regioni, e per lanciare un appello a tutte le forze politiche: sostenete con noi un grande ‘patto’ contro il gioco d’azzardo.

L’Italia non può trasformarsi in una enorme casinò senza regole e senza umanità”.