Francesco Totti, un nome, una bandiera

Francesco Totti, un nome, una bandiera

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 Raffaele Schettino. 28 Maggio 2017 la data che gli appassionati di calcio, ma soprattutto i tifosi della Roma non dimenticheranno mai. L’addio alla Roma e al calcio di Francesco Totti. Sono tanti i  suoi soprannomi  tra quelli che spiccano di più: Er Pupone e l’ottavo re di Roma.

Quella tra Totti e la Roma è una storia che inizia il 27 febbraio 1994 quando Totti fa il suo esordio contro la Sampdoria. Il suo primo gol in serie A lo sigla contro il Foggia. Nel 2000 prende parte all’Europeo dove in semifinale contro l’Olanda si rende protagonista di uno spettacolare cucchiaio già lì dimostrò tutta la stoffa del  fuoriclasse. Questo è l’inizio di una carriera di successi e soddisfazioni. Il 17 Giugno 2001 Totti vince il suo primo scudetto con la Roma e per lui arrivano grosse soddisfazioni classificandosi come miglior calciatore italiano di quella stagione e viene incluso persino nella lista dei candidati al pallone d’oro classificandosi quinto.  Con la Roma Totti ha registrato numeri incredibili e può essere considerato il giocatore più importante della storia del club. In tutto ha ottenuto 786 presenze in partite ufficiali, ha realizzato più gol in partite ufficiali (307 compreso la Nazionale), calciatore con più presenze in serie A dopo Maldini e calciatore con il maggior numero di premi come miglior giocatore italiano agli Oscar del calcio ben 5 volte. Insomma numeri pazzeschi da vero fenomeno! Una delle poche bandiere rimaste e soprattutto la vera bandiera della Roma perché lui avrebbe potuto giocare in squadre molto più forti e blasonate, ma lui ha scelto sempre la sua Roma.

L’amore tra Totti e quella magica maglia valevano più dei soldi, l’ha sudata e amata ogni partita condita da giocate fenomenali e tanti gol che hanno fatto divertire non solo il popolo giallorosso, ma anche gli appassionati di calcio. Il 28 maggio 2017 è la data più triste e malinconica per i tifosi della Roma. Infatti molti non pensano alla partita, ma pensano al dopo quando quel 10 non ci sarà più e la favola finirà. La Roma vince per 3-2 contro il Genoa 3-2 e chiude il campionato al 2 posto. Al fischio finale c’è l’addio finale di Totti che saluta i suoi compagni di squadra, l’allenatore, la società  e fa il giro del campo acclamato come un vero e proprio gladiatore dai tifosi. Infine il capitano legge la sua lettera che fa commuovere non solo i tifosi della Roma, ma tutti quelli che amano il calcio.

Le parole toccanti che dice mettono la pelle d’oca : “Adesso ho paura e dovrete essere voi  a sostenermi”. Con queste parole vuole dire che ora viene il difficile, lui è ormai  un uomo  e deve superare ostacoli più grandi! Infine conclude il discorso dicendo “Vi amo” riferito a tutti i romanisti. Poi affida la fascia di capitano a una giovane promessa della squadra romanista che Totti considera il suo erede. Totti  inoltre sceglie di non far ritirare la maglia numero 10, perché tutti la sognano. E così finisce la favola del capitano della Roma che rimarrà per sempre nel cuore del popolo giallorosso e per loro resterà sempre l’unico capitano, l’unica bandiera, un fuoriclasse, il migliore. Per loro resterà sempre Totti gol!